PSR 2014-2020: Opportunità per gli agricoltori | Studio Tassone

L’Europa conta un patrimonio agricolo e rurale notevole, il quale rappresenta il 90% del territorio dell’Unione Europea, dove vivono il 57% della popolazione(1). Agricoltura e silvicoltura rappresentano le principali attività eseguite in queste zone svolgendo una funzione importante, per quanto riguarda la gestione delle risorse naturali e lo sviluppo socioeconomico al fine di contribuire alla crescita della Comunità Europea.
L’Unione Europea ha stabilito un piano di sviluppo rurale per mantenere l’efficienza delle zone rurali e rispondere alle sfide emergenti. Il Programma di Sviluppo Rurale 2014-2020 parte dai 3 Obiettivi trasversali legati all’innovazione delle imprese agroforestali, alla tutela dell’ambiente, all’adattamento e mitigazione dei cambiamenti climatici in corso, e focalizzato in 6 Priorità(2):

  • Priorità 1: Promuovere il trasferimento di conoscenze e l’innovazione nel settore agricolo e forestale e nelle zone rurali.
  • Priorità 2: Potenziare la redditività delle aziende agricole e la competitività dell’agricoltura in tutte le sue forme e promuovere tecnologie innovative per le aziende agricole e la gestione sostenibile delle foreste.
  • Priorità 3: Promuovere l’organizzazione della filiera agroalimentare e la gestione dei rischi nel settore agricolo.
  • Priorità 4: Preservare, ripristinare e valorizzare gli ecosistemi connessi all’agricoltura e alla silvicoltura.
  • Priorità 5: Incentivare l’uso efficiente delle risorse e il passaggio ad una economia a basse emissioni di carbonio e resiliente al clima nel settore agroalimentare e forestale.
  • Priorità 6: Adoperarsi per l’inclusione sociale, la riduzione della povertà e lo sviluppo economico nelle zone rurali.

 

PSR 2014-2020: Opportunità per gli agricoltori - Studio Tassone

 

Il nuovo PSR riguarda i giovani agricoltori (considerando che soltanto il 6% dei responsabili di aziende agricole ha meno di 35 anni)(3) , le piccole aziende, le zone montane, la creazione di filiere corte, le donne nelle zone rurali, la mitigazione dei cambiamenti climatici e l’adattamento ad essi e la biodiversità (il 17% degli habitat dell’UE e l’11% degli ecosistemi versino in uno stato di conservazione “positivo” ed il 45% dei suoli dell’UE presenta problemi di qualità).
Numerosi agricoltori dell’UE beneficiano di sovvenzioni, tra cui, l’ammodernamento delle aziende agricole (fabbricati, macchinari agricoli di produzione e trasformazione) e dei processi produttivi, il miglioramento della qualità degli animali e le condizioni di allevamento, i servizi di consulenza aziendale – sostenendo la gestione dei rischi aziendali -, la formazione professionale nel settore agricolo e forestale (soltanto il 20% degli agricoltori dell’UE ha ricevuto una formazione formale in ambito agricolo), oltre ai pagamenti diretti versati direttamente agli agricoltori nell’ambito di alcuni regimi di sostegno(4) , come il regime di pagamento unico, fornendo protezione sotto forma di sostegno al reddito non correlato alla produzione.
La politica di sviluppo rurale dell’UE dovrebbe essere in grado di rispondere alle diverse esigenze delle zone rurali e di garantire lo sviluppo sostenibile su tutto il territorio dell’UE. A tale proposito, gli Stati membri prendono in considerazione le giuste misure che rispondono meglio alle loro esigenze specifiche e conducono autonomamente i loro programmi.

(1) Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economici (OCSE)
(2) http://ec.europa.eu/agriculture/rural-development-2014-2020
(3) www.rica.inea.it
(4) Regolamento (UE) n. 1305/2013 del parlamento europeo e del consiglio del 17 dicembre 2013

 

Dott.ssa Ourida Abidat
Dipartimento di Gestione dei Sistemi Agrari e Forestali (GESAF)
Sezione Arboricoltura Generale e Coltivazioni Arboree
Università Mediterranea di Reggio Calabria
(+39) 0965 801 257
(+39) 380 6831379
Località Feo di Vito
89122 Reggio Calabria