Il segreto delle coltivazioni prodigiose | Studio Tassone
Ma come faccio a capire quello che posso fare sui miei terreni? Come faccio a fare qualcosa che sia veramente buono e prodigioso? Che mi dia soddisfazione? Ho sentito dire di un agricoltore in messico, un tale che si chiama Don José Carmen Garcia Martinez che produce cavoli di 45 chili, foglie di bietola lunghe 1 metro e mezzo, piante di mais che raggiungono un’altezza di 5 metri, 150 tonnellate di cipolle per ettaro invece delle 16 tonnellate medie e altro ancora… Ma è davvero possibile o si tratta di leggende metropolitane?

Il coltivatore di un terreno è volente o nolente “il sussurratore”. Colui che interagisce con gli elementi di quell’ecosistema e che, in un modo o nell’altro, induce alcuni dei risultati che diventano poi oggettivamente riscontrabili. Stiamo entrando in un’era in cui la proprietà fondiaria non può essere slegata dalla coltivazione della stessa terra. Se gli interlocutori sono diversi e peraltro in disaccordo, il campo energetico che si genererà tra loro e il terreno e le piante non potrà essere positivo o comunque molto positivo. Ciò, in quanto solo una interazione armoniosa e delle intenzioni precise possono condurre a risultati consapevoli e a un tipo di produzione prodigiosa. Non vi può essere prodigio senza un effettivo e positivo approccio alle colture e agli elementi naturali intorno a essi. Non si può più considerare la coltivazione, l’ecosistema, il suolo come elementi staccati tra essi e dall’interlocutore uomo, ma si dovrà invece sempre più affinare la capacità di cogliere le condizioni comuni da cui partire per ritrovare, ripristinare una condizione armoniosa. Coltivare un terreno, prendersi cura di una piantagione, sono, senza ombra di dubbio, interventi non disgiunti dal prendersi cura di sé stessi e ripristinare delle esigenze rimaste sopite o delle necessità in attesa di soddisfazione. La natura da fuori a volte sollecita quella di dentro, o quella di dentro cerca conferma nella realtà esterna. Certo è che ogni uomo è misteriosamente legato ad altri esseri in natura e non si può toccare un fiore senza che si emozioni un cuore e non si può accarezzare un bimbo senza che si commuova una stella.

Presto sarà necessario comprendere come ogni elemento che sia finalizzato a tali attività produttive è in realtà progettato per migliorarsi, e come ogni miglioramento sia in realtà stimolato non tanto da un miglior concime o qualsivoglia prodotto, quanto da una condizione di grande affinità con questo o con quell’ecosistema. In modo fondamentale dev’essere chiarito, una volta per tutte, che il vero prodigio viene a realizzarsi nel momento in cui sia l’uomo che la pianta, il suolo e l’ecosistema circostante entrano in una relazione consapevole. Da quel momento in poi ogni cosa diventa possibile. Così come spero che anche la tua relazione con questi scritti divenga davvero consapevole. Mi auguro veramente che tu scelga, senza esitazione, di cliccare qui adesso e spendere pochi spiccioli, per attivare definitivamente le tue capacità già sveglie. Leggere questi scritti, significa entrare in relazione con l’ecosistema da cui provengono e soprattutto significa creare un legame con ciò che oggi ci sta chiamando all’azione come professionisti e come uomini di luce e donne di azione. Buona lettura e a presto mi auguro.